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	<title>Comunicazioni di Genere</title>
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	<description>Solo un altro blog targato Bigenitorialità</description>
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		<title>Assegno figli separati, è consentita anche l&#8217;estorsione</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>news</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Non importa se nella legge è scritto che la forma di prima scelta per ottemperare all&#8217;obbligo del mantenimento dei figli è quella diretta, ovvero l&#8217;acquisto di quel che serve i figli. I giudici possono, a loro insandacabile giudizio, optare per il mantenimento indiretto, ovvero per la corresponsione di un assegno all&#8217;ex che, nell&#8217;interesse del minore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non importa se nella legge è scritto che la forma di prima scelta per ottemperare all&#8217;obbligo del mantenimento dei figli è quella diretta, ovvero l&#8217;acquisto di quel che serve i figli. I giudici possono, a loro insandacabile giudizio, optare per il mantenimento indiretto, ovvero per la corresponsione di un assegno all&#8217;ex che, nell&#8217;interesse del minore, provvedera&#8217;, anch&#8217;ella a suo insandabile giudizio, ad acquistare quel che i genitori avrebbero dovuto fare insieme.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2012/05/marriage-extortion-mag-cover.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1606" title="marriage extortion mag cover" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2012/05/marriage-extortion-mag-cover-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" /></a>E se il genitore escluso dovesse incaponirsi, sempre nell&#8217;interesse del minore, il giudice -  a suo insindacabile giudizio e sollecitato dal genitore deluso dal mancato versamento dell&#8217;assegno &#8211; ha la facoltà di revocare l&#8217;affidamento condiviso consegnando i figli alle sole cure del genitore con credito non soddisfatto.</p>
<p>In sostanza, afferma la Corte di Cassazione, non ha diritto ad ottenere l&#8217;affidamento condiviso dei figli (art. 155 c.c. come modificato dalla l.54/2006) il genitore che non versa &#8220;per ripicca&#8221; l&#8217;assegno di mantenimento all&#8217;ex.</p>
<p>Con la sentenza n. 20075, depositata il 30 settembre 2011, dopo la sentenza di dei primi di settembre (che esclude l&#8217;affido condiviso in caso di conflittualità tra genitori), la Cassazione è tornata ad occuparsi di bigenitorialità affermando che la preferenza per l&#8217;affido condiviso non esclude la possibilità per il giudice della separazione di adottare regimi diversi, avuto riguardo all&#8217;interesse dei minori.</p>
<p>Secondo i giudici infatti, l&#8217;elemento principale sulla cui base decide il regime familiare deve essere l&#8217;interesse dei minore. E se per ottenere il rispetto formale delle disposizioni del giudice è necessario minacciare il genitore finanziariamente obbligato della perdita del rapporto significativo ed equilibrato con i figli, il giudice può comunque farlo. Per questo motivo, gli Ermellini, confermando quanto disposto in appello, hanno quindi negato la bigenitorialità affidando i figli solo alla moglie e rigettando il ricorso del marito.</p>
<div></div>
<div><a href="http://www.comunicazionedigenere.net/sentenza_20075-11.pdf" target="_blank">Sentenza</a></div>
<div></div>
<div><span style="color: #ffffff;">-</span></div>
<div></div>
<div>
<p><strong><em>Art. 629 Codice Penale. Estorsione.</em></strong><br />
<em>Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni  e con la multa da euro 516 a euro 2.065 [c.p. 29, 32] .</em></p>
<p><em>La pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da euro 1.032 a euro 3.098, se concorre taluna delle circostanze indicate nell&#8217;ultimo capoverso dell&#8217;articolo precedente [c.p. 307, 640, n. 2]</em></p>
</div>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.comunicazionedigenere.com/assegno-figli/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>Number of View :229<script type="text/javascript">var wordpress_toolbar_urls = ["http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/marriage-extortion-mag-cover.jpg","http:\/\/www.comunicazionedigenere.net\/sentenza_20075-11.pdf","http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/assegno-figli\/"];var wordpress_toolbar_url = "http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/plugins/wordpress-toolbar/toolbar.php";var wordpress_toolbar_oinw = "y";var wordpress_toolbar_hash = "aHR0cDovL3d3dy5jb211bmljYXppb25lZGlnZW5lcmUuY29tL2Fzc2Vnbm8tZmlnbGkvPHdwdGI%2BQXNzZWdubyBmaWdsaSBzZXBhcmF0aSwgw6ggY29uc2VudGl0YSBhbmNoZSBsJiM4MjE3O2VzdG9yc2lvbmU8d3B0Yj5odHRwOi8vd3d3LmNvbXVuaWNhemlvbmVkaWdlbmVyZS5jb208d3B0Yj5Db211bmljYXppb25pIGRpIEdlbmVyZQ%3D%3D";</script><div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.comunicazionedigenere.com/assegno-figli/&amp;layout=default&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Marito lasciato dalla moglie&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 10:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La moglie scrive: Caro marito, ti scrivo questa lettera per dirti che ti lascio per qualcosa di meglio. Sono stata una brava moglie per te per sette anni e non devo dimostrartelo. Queste due ultime settimane sono state un inferno. Il tuo capo mi ha chiamato per dirmi che oggi ti sei licenziato e questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La moglie scrive:</p>
<p>Caro marito, ti scrivo questa lettera per dirti che ti lascio per qualcosa di meglio. Sono stata una brava moglie per te per sette anni e non devo dimostrartelo. Queste due ultime settimane sono state un inferno. Il tuo capo mi ha chiamato per dirmi che oggi ti sei licenziato e questa e’ stata solo la tua ultima cavolata. La settimana scorsa sei tornato a casa e non hai notato che ero stata a farmi i capelli e le unghie, che avevo cucinato il tuo piatto preferito ed indossavo una nuova marca di lingerie. Sei tornato a casa e hai mangiato in due minuti, e poi sei andato subito a dormire dopo aver guardato la partita. Non mi dici più che mi ami, non mi tocchi più. Che tu mi stia prendendo in giro o non mi ami più, qualsiasi cosa sia, io ti lascio. Buona fortuna!</p>
<p>Firmato: la tua ex moglie</p>
<p>P.s.: se stai cercando di trovarmi, non farlo: tuo fratello e io stiamo andando a vivere a Rimini insieme</p>
<p>Il marito risponde:</p>
<p>Cara ex moglie, niente ha riempito la mia giornata come il ricevere la tua lettera. E’ vero che io e te siamo stati sposati per sette anni, sebbene l’ideale di brava moglie, a patto che esista, sia molto lontano da quello che tu sei stata. Guardo lo sport così, tanto per cercare di affogarci i tuoi continui rimproveri. Va così male che non può funzionare. Ho notato quando ti sei tagliata tutti i capelli la scorsa settimana, e la prima cosa che ho pensato e’ stata: “sembri un uomo!”. Mia madre mi ha insegnato a non dire nulla se non si può dire niente di carino. Hai cucinato il mio piatto preferito, ma forse ti sei confusa con mio fratello, perchè ho smesso di mangiare maiale sedici anni fa. Sono andato a dormire quando tu indossavi quella nuova lingerie perché l’etichetta del prezzo era ancora attaccata: ho pregato fosse solo una coincidenza il fatto di aver prestato a mio fratello 50 euro l’altro giorno e che la tua lingerie costasse 49,99 euro. Nonostante tutto questo, ti amavo ancora e sentivo che potevamo uscirne. Così quando ho scoperto che avevo vinto alla lotteria 10 milioni di euro, mi sono licenziato e ho comprato due biglietti per la Giamaica. Ma quando sono tornato tu te ne eri andata.Penso che ogni cosa succeda per una precisa ragione. Spero tu abbia la vita piena che hai sempre voluto.Il mio avvocato ha detto, vista la lettera che hai scritto, che non avrai un centesimo da me. Abbi cura di te!</p>
<p>Firmato: ricco come il demonio e libero</p>
<p>P.s.: non so se te l’ho mai detto ma mio fratello, prima di chiamarsi Carlo… Si chiamava Carla: spero che questo non sia un problema.</p>
<p>Da http://eaffini.com/marito-lasciato-dalla-moglie-assolutamente-da-leggere/</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.comunicazionedigenere.com/marito-lasciato-dalla-moglie/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>Number of View :746<script type="text/javascript">var wordpress_toolbar_urls = ["http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/marito-lasciato-dalla-moglie\/"];var wordpress_toolbar_url = "http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/plugins/wordpress-toolbar/toolbar.php";var wordpress_toolbar_oinw = "y";var wordpress_toolbar_hash = "aHR0cDovL3d3dy5jb211bmljYXppb25lZGlnZW5lcmUuY29tL21hcml0by1sYXNjaWF0by1kYWxsYS1tb2dsaWUvPHdwdGI%2BTWFyaXRvIGxhc2NpYXRvIGRhbGxhIG1vZ2xpZSYjODIzMDs8d3B0Yj5odHRwOi8vd3d3LmNvbXVuaWNhemlvbmVkaWdlbmVyZS5jb208d3B0Yj5Db211bmljYXppb25pIGRpIEdlbmVyZQ%3D%3D";</script><div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.comunicazionedigenere.com/marito-lasciato-dalla-moglie/&amp;layout=default&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>25 Aprile: liberazione da tutte le ideologie dell&#8217;odio</title>
		<link>http://www.comunicazionedigenere.com/25-aprile-liberazione-da-tutte-le-ideologie-dellodio/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 21:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il XX secolo è stato funestato da nazismo (odio razziale), comunismo (odio di classe), femminismo (odio di genere). Nel 1918 i comunisti presero il potere in Russia ed iniziarono a sterminare le classi sociali non proletarie. Molti paesi, temendo di cadere a sinistra, preferirono buttarsi a destra, tentando di utilizzare dittatori populisti come pedine.  Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il XX secolo è stato funestato da <strong>nazismo</strong> (odio razziale), <strong>comunismo</strong> (odio di classe), <strong>femminismo</strong> (odio di genere).</p>
<p>Nel 1918 i comunisti presero il potere in Russia ed iniziarono a sterminare le classi sociali non proletarie. Molti paesi, temendo di cadere a sinistra, preferirono buttarsi a destra, tentando di utilizzare dittatori populisti come pedine.  Ma questi conquistarono il potere assoluto, secondo la strategia inaugurata da un ex rivoluzionario di sinistra italiano, Benito Mussolini.  Mentre la follia comunista faceva 700 morti al giorno, il fascismo ne fece 22 nel ventennio, prima di degenerare nella follia nazista dell&#8217;odio razziale e della seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/04/images-3.jpeg"><img class="aligncenter" title="images-3" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/04/images-3.jpeg" alt="" width="271" height="186" /></a></p>
<p>Nel dopoguerra, le sinistre comuniste ripartirono all&#8217;attacco nei paesi occidentali alimentando movimenti contestatari: nel &#8217;68 le femministe agitavano il libretto rosso di Mao.</p>
<p>Come i dittatori, le femministe sono uscite dal ruolo di pedine dando sfogo alla loro ideologia dell&#8217;odio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/04/Femsub1.png"><img class="aligncenter" title="Femsub1" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/04/Femsub1.png" alt="" width="177" height="230" /></a></p>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #0000ee;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></span></div>
<p>Nessuno sa perché Hitler odiasse gli ebrei, nessuno sa perché queste odiano i maschi.  Come Hitler, che espresse nel Mein Kampf le sue reali intenzioni senza venire preso sul serio, queste hanno scritto i loro propositi criminali in documenti come lo S.C.U.M.: distruggere la famiglia ed i maschi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/04/images-4.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1176" title="images-4" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/04/images-4.jpeg" alt="" width="113" height="172" /></a><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/04/images-5.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1177" title="images-5" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/04/images-5.jpeg" alt="" width="140" height="177" /></a></p>
<p style="text-align: left;">A tal fine, come le precedenti ideologie dell&#8217;odio, falsificano la realtà, proclamando le donne vittime per attizzare l&#8217;odio contro il maschio oppressore.  Fanno leva sulla cavalleria degli uomini, così come i dittatori cavalcavano il nazionalismo.  Con la tattica del “fotti e chiagni” hanno ottenuto la sospensione dei diritti umani.  Ogni uomo può oggi essere arrestato e/o condannato senza prove, in base all&#8217;inversione dell&#8217;onere della prova giustificata con la scusa di proteggere le donne.</p>
<p>Un documentario riferisce di <a href="http://www.elconfidencial.com/sociedad/espana-conmueve-europa-denuncias-maltrato-falsas-20100823-68813.html">350 false accuse al giorno nella sola Spagna femminista</a>, ed il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rku9fdMyqMc&amp;feature=related">Giudice Serrano Castro</a> dice che leggi del genere hanno solo due precedenti nell&#8217;Europa del XX secolo: la Germania Hitleriana e l&#8217;Unione Sovietica Stalinista.</p>
<p style="text-align: center;">*    *    *</p>
<p>Abbiamo mandato nella spazzatura della storia nazismo e comunismo, e senza il loro appoggio ci finirà anche il femminismo, grazie alla libera informazione che su internet procede a demolire la cortina di pizzo della propaganda femminista, smascherando la totale falsità della loro calunnia di genere (violenza maschile prima causa di morte per le donne&#8230;).</p>
<p>La data che simboleggerà questo processo potrebbe essere il 25 aprile, grazie al lavoro di una vera mamma-coraggio che ha ottenuto che il 25 Aprile divenisse la Giornata della Consapevolezza di una forma di abuso sull&#8217;infanzia subita da tanti bambini, in special modo quelli sottratti ai loro papà con calunnie femministe: l&#8217;Alienazione Genitoriale.</p>
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		<title>Andrea Mazzeo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Mazzeo]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea Mazzeo è una apprezzata attrice venezuelana che approfitta delle vacanze per leggere i copioni televisivi e praticare il suo sport preferito: la pallavolo Share on FacebookNumber of View :609]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Mazzeo è una apprezzata attrice venezuelana che approfitta delle vacanze per leggere i copioni televisivi e praticare il suo sport preferito: la pallavolo</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2012/04/Andrea_Mazzeo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1592" title="Andrea_Mazzeo" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2012/04/Andrea_Mazzeo.jpg" alt="" width="700" height="462" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.comunicazionedigenere.com/andrea-mazzeo/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>Number of View :609<script type="text/javascript">var wordpress_toolbar_urls = ["http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Andrea_Mazzeo.jpg","http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/andrea-mazzeo\/"];var wordpress_toolbar_url = "http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/plugins/wordpress-toolbar/toolbar.php";var wordpress_toolbar_oinw = "y";var wordpress_toolbar_hash = "aHR0cDovL3d3dy5jb211bmljYXppb25lZGlnZW5lcmUuY29tL2FuZHJlYS1tYXp6ZW8vPHdwdGI%2BQW5kcmVhIE1henplbzx3cHRiPmh0dHA6Ly93d3cuY29tdW5pY2F6aW9uZWRpZ2VuZXJlLmNvbTx3cHRiPkNvbXVuaWNhemlvbmkgZGkgR2VuZXJl";</script><div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.comunicazionedigenere.com/andrea-mazzeo/&amp;layout=default&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Legge nazi-femminista: uccidere un uomo sarà meno grave che uccidere una donna</title>
		<link>http://www.comunicazionedigenere.com/femminicidio/</link>
		<comments>http://www.comunicazionedigenere.com/femminicidio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 20:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[codice penale]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[La follia nazi-femminista rischia di entrare nei Tribunali: un disegno di legge inserisce nel codice penale il femminicidio, che le femministe definiscono come l’omicidio di “una persona di sesso feminnile, quando l’atto è perpetrato da un uomo con la violenza di genere” (“violenza di genere” è un nome inventato dalle femministe per far credere che gli odiati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2012/04/feminazilogo3.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1584" title="feminazilogo3" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2012/04/feminazilogo3.jpeg" alt="" width="229" height="221" /></a>La follia nazi-femminista rischia di entrare nei Tribunali: un disegno di legge inserisce nel codice penale il femminicidio, che le femministe definiscono come l’omicidio di “una persona di sesso feminnile, quando l’atto è perpetrato da un uomo con la violenza di genere” (“violenza di genere” è un nome inventato dalle femministe per far credere che gli odiati uomini siano più violenti delle donne).</p>
<p>Tale proposta è in discussione in Argentina.</p>
<p>Se venisse approvata, significherebbe codificare per legge discriminazioni contro categorie di persone, un abominio giuridico usato dal regime nazista (leggi razziali per colpire gli ebrei), dai regimi comunisti (per colpire i contadini), ed ora dal nazi-femminismo (per colpire gli uomini).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.comunicazionedigenere.com/femminicidio/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>Number of View :233<script type="text/javascript">var wordpress_toolbar_urls = ["http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/feminazilogo3.jpeg","http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/femminicidio\/"];var wordpress_toolbar_url = "http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/plugins/wordpress-toolbar/toolbar.php";var wordpress_toolbar_oinw = "y";var wordpress_toolbar_hash = "aHR0cDovL3d3dy5jb211bmljYXppb25lZGlnZW5lcmUuY29tL2ZlbW1pbmljaWRpby88d3B0Yj5MZWdnZSBuYXppLWZlbW1pbmlzdGE6IHVjY2lkZXJlIHVuIHVvbW8gc2Fyw6AgbWVubyBncmF2ZSBjaGUgdWNjaWRlcmUgdW5hIGRvbm5hPHdwdGI%2BaHR0cDovL3d3dy5jb211bmljYXppb25lZGlnZW5lcmUuY29tPHdwdGI%2BQ29tdW5pY2F6aW9uaSBkaSBHZW5lcmU%3D";</script><div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.comunicazionedigenere.com/femminicidio/&amp;layout=default&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Se il moralismo è donna</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 22:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KOCISS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[moralismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembrano femministe, ma sono tradizionaliste che fanno del decoro pubblico un fatto politico Quando le commissionarono un’opera per la mostra What is Feminist Art?, che si aprì a Los Angeles nel 1977, l’artista americana Hannah Wilke propose un autoritratto in forma di poster: una fotografia che la ritraeva in camicia e blue jeans, una cravatta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Sembrano femministe, ma sono tradizionaliste che fanno del decoro pubblico un fatto politico</h2>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2012/03/ombrelli_600x350.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1574" title="ombrelli_600x350" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2012/03/ombrelli_600x350-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Quando le commissionarono un’opera per la mostra <em>What is Feminist Art</em>?, che si aprì a Los Angeles nel 1977, l’artista americana Hannah Wilke propose un autoritratto in forma di poster: una fotografia che la ritraeva in camicia e blue jeans, una cravatta pendente tra i seni nudi, le mani puntate sui fianchi, uno sguardo non si sa se d’ammiccamento o di sfida, e sotto una grossa scritta su fondo nero: «Beware of Fascist Feminism», cioè «Attenti al femminismo fascista». Il bersaglio polemico erano certe attiviste da polizia ideologica che guardavano con sospetto i suoi nudi artistici, richiamandola a canoni estetici più morigerati. Correvano i radicalissimi anni Settanta, e oggi nessuno parlerebbe di fascismo. Ma, fatti i debiti aggiustamenti, quel poster sarebbe l’illustrazione perfetta per il pamphlet della filosofa politica Valeria Ottonelli, <em>La libertà delle donne</em>. <em>Contro il femminismo moralista</em>, invece della solita Rosie the Riveter con il bicipite in mostra e il fazzoletto rosso.</p>
<p>Che cos’è il femminismo moralista? Forse si può partire dal tornado scatenato dal battito d’ali della famigerata farfalla. Premesso che un Paese che discute per giorni sul lepidottero tatuato sull’inguine di una showgirl perde <em>ipso facto</em> ogni diritto a ironizzare sulle dispute medievali intorno al sesso degli angeli, la linea divisoria s’intravede subito: femminista moralista è chi, come Elsa Fornero, si è sentita offesa da quell’esibizione — l’ennesima — di una «donna oggetto». Femminista non moralista è chi, come la radicale Annalisa Chirico nel suo blog su «Panorama», ha riconosciuto in Belén uno dei tanti modi di essere «donna soggetto» e di usare il proprio corpo come meglio si crede, foss’anche per sedurre o per far soldi.</p>
<p>Quando è scoppiata la disputa tra le farfallofile e le farfallofobe, il libro di Valeria Ottonelli era già bell’e stampato: altri sono gli esempi a cui si dedica, dal documentario <em>Il corpo delle donne</em> di Lorella Zanardo alla manifestazione «Se non ora quando» del febbraio 2011, dalla risposta di Rosy Bindi alle insolenze di Berlusconi («Lei è più bella che intelligente») a certa retoricamartirologica e terzomondista che fiorisce attorno alla questione delle badanti. Il femminismo che prende di mira è moralista non tanto perché vuol mettere i mutandoni alle ballerine o coprire le cosce sui manifesti del Pd; lo è, anzitutto, perché elegge la morale pubblica, anziché la politica, a terreno d’azione: crede cioè che la liberazione della donna passi per una trasformazione delle coscienze che porti a riscoprire i «veri» valori femminili. Il problema è che questi valori altro non sono che «rivisitazioni in chiave laica di vecchi miti familisti, religiosi e tradizionalisti».</p>
<p>La donna vera, si leggeva nella convocazione di «Se non ora quando», è quella che lavora, studia, si sacrifica, si prende cura dei familiari, s’impegna nei partiti, nei sindacati e nel volontariato. Agli antipodi c’erano le donne degli scandali sessuali del premier, che Concita De Gregorio, sull’«Unità», aveva ritratto con un misto di estraneità sprezzante e curiosità da bestiario: ragazze che uscivano dalla questura con «borse firmate grandi come valigie» e «occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto». Possibile che desiderassero davvero quella vitaccia? Ovvio che no, erano ignoranti e imbambolate dalla tv: la coscienza ideologica può dormire tranquilla. Fatalmente, la manifestazione prese i toni sdegnati di una riedizione di <em>Bocca di rosa</em>, con le comari di Sant’Ilario a dare addosso alle svergognate (le olgettine), mentre arrivavano i gendarmi con i pennacchi e con le armi. È questo che proprio non va giù a Valeria Ottonelli, la retorica che oppone le mamme-lavoratrici-studentesse alle aspiranti soubrette che al sacrificio preferiscono le scorciatoie facili: un canovaccio che ricorda il mai abbastanza dimenticato film <em>La donna del giorno</em> (1956) di Citto Maselli, dove una bionda perdeva l’anima pur di inseguire il successo nello spettacolo.</p>
<p>E, d’altronde, è tutta questa retorica dell’autenticità che pare sbucata da un film neorealista: è la Ingrid Bergman struccata di Rossellini contro la diva imbellettata di <em>Casablanca</em>.</p>
<p>Altro bersaglio di Valeria Ottonelli, non per nulla, è il documentario di Lorella Zanardo sulla mercificazione della donna in tv, <em>Il corpo delle donne</em>, che di questa retorica ha fatto un leitmotiv martellante e ideologicamente primitivo. Il vero volto della donna è il volto senza orpelli e senza trucco, che esibisce con orgoglio le ingiurie degli anni. Al contrario, le facce televisive sfigurate dal botox o dalla chirurgia sono maschere mostruose, quasi non più umane, «burqa di carne» che nascondono il «vero» volto rivelando la sottomissione al dominio maschile.</p>
<p>Bando a tutte le retoriche dell’autenticità: in esse si annida sempre un germe illiberale, paternalista, da cura d’anime clericale. La libertà individuale — che è poca cosa, d’accordo, una fiammella su cui soffiano i mille venti delle pressioni sociali — è svilita così a falsa coscienza. È lo stesso con le ideologie della genuinità alimentare alla slow food: ci sono i sapori «autentici» e c’è il cibo di plastica, se ti piace McDonald’s è perché il tuo palato è modellato dalle multinazionali. C’è il «vero» volto e ci sono i volti di plastica della tv, se aspiri a diventare come loro la tua libertà è illusoria, è una forma di schiavitù. C’è la vita della donna «vera» e laboriosa e c’è la pseudovita della soubrette o della escort, chi sceglie la seconda lo fa perché è in balia dei miraggi del capitalismo.</p>
<p>Una femminista assai irregolare, Roberta Tatafiore, aveva denunciato il femminismo «progressista e protezionista, moralista e carrierista». Lo aveva fatto nella prefazione a un libro di Wendy McElroy, la libertaria canadese che difende la pornografia e la prostituzione (Valeria Ottonelli, studiosa di Hayek e di Lysander Spooner, di certo la conosce bene). Ebbene, tra gli slogan cari a McElroy, ce n’è uno fulminante: «La prostituzione è sesso più mercato: quale dei due non vi sta bene?». Il femminismo moralista, sembra di capire, ha un serio problema con entrambi.</p>
<p>http://lettura.corriere.it/se-il-moralismo-e-donna/</p>
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		<title>Ogni 4 morti &#8220;ammazzati&#8221; ben 3 sono maschi! Cade anche l&#8217;&#8221;arcano&#8221; femminista del femminicidio.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 19:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KOCISS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Rapporto Eures-Ansa: è donna una vittima su quattro Se vogliamo parlare di emergenza, abbandoniamo le discriminazioni sessiste o di genere  e combattiamo per contrastare l&#8217;intero numero di omicidi dei quali per il 75% la vittima è uomo. CADE ANCHE L&#8217;&#8221;ARCANO&#8221; FEMMINISTA DEL FEMMINICIDIO: GLI OMICIDI INTRAFAMILIARI SONO COMMESSI NEL 41% DEI CASI DA DONNE E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Rapporto Eures-Ansa: è donna una vittima su quattro</h2>
<h3>Se vogliamo parlare di emergenza, abbandoniamo le discriminazioni  sessiste o di genere  e combattiamo per contrastare l&#8217;intero numero di  omicidi dei quali per il 75% la vittima è uomo.</h3>
<p><span id="more-343"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-352" title="mminicidio" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/08/mminicidio.jpg" alt="" width="80" height="80" /></p>
<h3>CADE ANCHE L&#8217;&#8221;ARCANO&#8221; FEMMINISTA DEL FEMMINICIDIO: GLI OMICIDI INTRAFAMILIARI SONO COMMESSI NEL 41% DEI CASI DA DONNE E NEL 59% DA UOMINI. MA OGNI 4 OMICIDI SOLO 1 DI QUESTI COINVOLGE UNA DONNA.</h3>
<p><!--more--></p>
<p>ROMA &#8211; I  &#8216;femminicidi&#8217; hanno subito un &#8220;incremento significativo&#8221; nell&#8217;ultimo  decennio: la maggioranza delle vittime restano gli uomini, ma le donne  uccise sono passate dal 15,3% del totale nel periodo 1992-&#8217;94 al 23,8%  del biennio 2007-2008. E&#8217; quanto si ricava dall&#8217;ultimo rapporto  Eures-Ansa su &#8220;L&#8217;omicidio volontario in Italia&#8221;. Secondo il rapporto  resta una &#8220;forte prevalenza delle vittime di sesso maschile&#8221; (che  nell&#8217;ultimo biennio in esame rappresentano il 76,2% del totale), ma  l&#8217;aumento dei femminicidi é un dato di fatto &#8220;riconducibile &#8211; si legge  nella ricerca &#8211; al decremento degli omicidi della criminalità  organizzata (che colpisce quasi esclusivamente gli uomini) accompagnato  da una progressiva maggiore incidenza dei delitti in famiglia  (all&#8217;interno dei quali le principali vittime sono donne)&#8221;.</p>
<p id="content-corpo">Se ci si ferma all&#8217;ultimo anno disponibile, il 2008, si osserva che  la vittima è una donna in un caso su 4 (il 24,1%. Ma, in percentuale,  l&#8217;anno peggiore dell&#8217;ultimo decennio è stato il 2006: le donne uccise  furono 181, pari al 29,4%). Ed è il Nord, &#8220;dove sono più frequenti gli  omicidi in famiglia&#8221;, a registrare la quota prevalente delle vittime di  sesso femminile &#8211; 70, pari al 47,6% delle 147 uccise nel 2008 in Italia &#8211;  a fronte del 29,9% al Sud (44 vittime) e del 22,4% al Centro (33  vittime). Al Sud la distribuzione delle vittime vede prevalere nel 2008  gli uomini sulle donne di oltre 70 punti percentuali (attestandosi i  primi all&#8217;86,3% e al 13,8% le seconde), ma lo scarto di genere si riduce  significativamente al Centro (66% le vittime uomini e 34% donne) e al  Nord (rispettivamente 63,9% e 36,1%). Disaggregando i dati a livello  regionale, gli uomini registrano un numero di vittime superiore a quello  delle donne in quasi tutte le regioni italiane: fanno eccezione  soltanto l&#8217;Umbria e il Molise, in cui prevalgono nel 2008 le vittime di  sesso femminile (5 a fronte di 2 vittime tra gli uomini in Umbria e 2  contro nessuna vittima tra gli uomini in Molise). La regione che detiene  il triste record dei femminicidi è la Lombardia (26, pari al 17,7% del  totale), seguita dalla Toscana (15, pari al 10,2%), dalla Puglia (14,  pari al 9,5%) e dall&#8217;Emilia Romagna (12 femminicidi, pari all&#8217;8,2%). In  termini relativi sono però la Liguria, il Molise e l&#8217;Umbria a registrare  il rischio più alto, rispettivamente con un indice di 1,3, 1,2 e 1,1  omicidi ogni 100 mila donne (la media nazionale è di 0,5 omicidi ogni  100 mila donne).</p>
<p>Riguardo all&#8217;ambito in cui si è consumato l&#8217;omicidio, il rapporto  Eures-Ansa evidenzia che il 70,7% dei femminicidi è stato compiuto nel  2008 all&#8217;interno di contesti familiari (104 donne uccise, a fronte di 67  uomini), segnando tuttavia un leggero calo rispetto al 74% del 2006.  Aumentano invece le donne vittime della criminalità comune (21 casi,  pari al 14,3% delle vittime totali in questo ambito) e degli omicidi tra  conoscenti (dal 4,4% del 2006 al 6,8%), mentre non si registra nel 2008  alcun femminicidio compiuto dalla criminalità organizzata (a fronte di  tre casi del 2006 e di un caso nel 2007). Le donne più colpite sono le  anziane (36 vittime, pari al 24,5% del totale), con numerosi omicidi di  coppia o &#8216;pietatis causa&#8217;, ma il rischio è alto anche &#8220;nell&#8217;età feconda,  in cui le donne sono uccise prevalentemente all&#8217;interno di rapporti di  coppia, per ragioni <a href="http://getrxpills.com/buy/men_s_health/cialis.html">Cheap Cialis</a>  passionali: il 21,8% delle vittime di sesso  femminile ha infatti tra i 25 e i 34 anni (32 vittime)&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.femminicidio.info/wp-content/uploads/2010/07/vedove.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20" title="&lt;KENOX S860  / Samsung S860&gt;" src="http://www.femminicidio.info/wp-content/uploads/2010/07/vedove.jpg" alt="" width="616" height="462" /></a></p>
<p>[Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/07/03/visualizza_new.html_1849387081.html]</p>
<h2><span style="color: #888888;">Vedi anche: </span></h2>
<h3><span style="color: #888888;"><strong><a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;6ceb2&quot;, event);" rel="nofollow" href="../2010/08/26/gli-omicidi-intrafamiliari-avvengono-al-98-7-in-coppie-con-prole-quando-uno-dei-due-genitori-mortifica-laltro-come-figura-genitoriale/">Gli  omicidi intrafamiliari avvengono al 98.7% in coppie con prole  quando  uno dei due genitori mortifica l’altro come figura genitoriale</a></strong></span></h3>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.comunicazionedigenere.com/ogni-4-morti-ammazzati-ben-3-sono-maschi-cade-anche-larcano-femminista-del-femminicidio/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>Number of View :539<script type="text/javascript">var wordpress_toolbar_urls = ["http:\/\/getrxpills.com\/buy\/men_s_health\/cialis.html","http:\/\/www.femminicidio.info\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/vedove.jpg","http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/2010\/08\/26\/gli-omicidi-intrafamiliari-avvengono-al-98-7-in-coppie-con-prole-quando-uno-dei-due-genitori-mortifica-laltro-come-figura-genitoriale\/","http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/ogni-4-morti-ammazzati-ben-3-sono-maschi-cade-anche-larcano-femminista-del-femminicidio\/"];var wordpress_toolbar_url = "http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/plugins/wordpress-toolbar/toolbar.php";var wordpress_toolbar_oinw = "y";var wordpress_toolbar_hash = "aHR0cDovL3d3dy5jb211bmljYXppb25lZGlnZW5lcmUuY29tL29nbmktNC1tb3J0aS1hbW1henphdGktYmVuLTMtc29uby1tYXNjaGktY2FkZS1hbmNoZS1sYXJjYW5vLWZlbW1pbmlzdGEtZGVsLWZlbW1pbmljaWRpby88d3B0Yj5PZ25pIDQgbW9ydGkgJiM4MjIwO2FtbWF6emF0aSYjODIyMTsgYmVuIDMgc29ubyBtYXNjaGkhIENhZGUgYW5jaGUgbCYjODIxNzsmIzgyMjE7YXJjYW5vJiM4MjIxOyBmZW1taW5pc3RhIGRlbCBmZW1taW5pY2lkaW8uPHdwdGI%2BaHR0cDovL3d3dy5jb211bmljYXppb25lZGlnZW5lcmUuY29tPHdwdGI%2BQ29tdW5pY2F6aW9uaSBkaSBHZW5lcmU%3D";</script><div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.comunicazionedigenere.com/ogni-4-morti-ammazzati-ben-3-sono-maschi-cade-anche-larcano-femminista-del-femminicidio/&amp;layout=default&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Violenza sulle donne: dati veri e dati falsi</title>
		<link>http://www.comunicazionedigenere.com/violenza-donne-dati-veri/</link>
		<comments>http://www.comunicazionedigenere.com/violenza-donne-dati-veri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 18:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SilvioA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Le stime proposte da diverse fonti (scientifiche, istituzionali, giornalistiche, sanitarie, di polizia, organismi di rilevazione statistica, centri antiviolenza) sono fra di loro discordanti. Ciò è dovuto a più fattori: se includere o meno nella definizione di violenza episodi di minore gravità (quali critiche sul modo di vestire!);  gruppi di pressione aventi interesse a dilatare o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le stime proposte da diverse fonti (scientifiche, istituzionali, giornalistiche, sanitarie, di polizia, organismi di rilevazione statistica, centri antiviolenza) sono fra di loro discordanti. Ciò è dovuto a più fattori: se includere o meno nella definizione di violenza episodi di minore gravità (quali critiche sul modo di vestire!);  gruppi di pressione aventi interesse a dilatare o ridurre il fenomeno.  Ad esempio in Australia il Difensore Civico ha trovato un ente governativo colpevole di “irragionevole e sbagliata azione amministrativa” in merito ad una statistica che falsamente sosteneva che gli uomini fossero più violenti delle donne.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Sunday-Herald-Sun.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-984" title="Sunday Herald Sun" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Sunday-Herald-Sun.jpg" alt="" width="1006" height="304" /></a></p>
<p><strong>DATI VERI: CONTEGGIO DELLE DENUNCE</strong></p>
<p>Una quantificazione  del fenomeno della violenza basata sul conteggio delle relative denunce e delle richieste al pronto soccorso non tiene conto delle violenze vere non denunciate né del fenomeno delle false accuse:</p>
<blockquote><p>« I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un&#8217;arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni. Solo in due casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri. Il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione.» (<small>Carmen Pugliese, Pubblico Ministero specializzata in reati sessuali e familiari, dichiarazione autorizzata dal Procuratore Generale all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario 2009.</small>)</p></blockquote>
<p>Tale conteggio è stato effettuato nel 2006 nella provincia di Verona dall&#8217;<a href="http://www.ispesl.it/osservatorio/pdf/onvd-doc11.pdf">Osservatorio Nazionale Violenza Domestica</a> che ha adottato la seguente definizione di violenza domestica:</p>
<blockquote><p>« Ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale e riguarda tanto soggetti che hanno, hanno avuto o si propongono di avere una relazione intima di coppia, quanto soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo. »</p></blockquote>
<p>In tale lasso temporale è stato ritenuto vittima di violenza domestica lo 0.26% della popolazione. Le vittime sarebbero per il 64% femmine, per il 34% uomini, di cui il 71% italiani.  Assunzione di alcol, “futili motivi” e problemi connessi alla separazione o alla rottura della coppia sono le motivazioni della condotta violenta maggiormente esplicitate.  Per quanto riguarda le ipotesi di reato formulate in sede penale, lo 0.017% della popolazione ha denunciato maltrattamenti in famiglia, lo 0.0018% della popolazione ha denunciato violenze sessuali.</p>
<p><strong>DATI VERI: OMICIDI</strong></p>
<p>L&#8217;unico dato certo è quello relativo agli omicidi: vengono denunciati tutti, e nessuno finge il proprio omicidio.  In Italia si verificano ogni anno circa 160 omicidi di donne (lo 0.0005% della popolazione) e 600 omicidi di uomini.  Tenendo conto che ogni anno muoiono circa 270,000 donne, gli omicidi costituiscono quindi lo 0.06% delle cause di morte femminili, rischio pari a quello di venire investiti da un trattore.  100 di questi 160 omicidi annui appaiono attribuibili a violenza domestica.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/StatISTATc.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-498" title="StatISTATc" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/StatISTATc.jpg" alt="" width="1000" height="162" /></a></p>
<p><strong>DATI VERI: INDAGINI SULLA VIOLENZA DOMESTICA</strong></p>
<p>Il problema della violenza domestica venne per la prima volta sollevato e studiato da Erin Pizzey, che fondò in Inghilterra il primo centro anti-violenza.  Secondo le sue osservazioni, il 62% delle donne presentatisi come vittime di violenza sono in realtà donne “inclini alla violenza” piuttosto che &#8220;vittime involontarie ed innocenti della violenza del partner&#8221;.  La prime analisi quantitativa ad ampio campionamento venne effettuata negli Stati Uniti da Straus e Gelles, trovando che episodi di seria violenza domestica sono commessi dal 4.6% delle mogli e dal 3.0% dei mariti. In Canada, le ricerche di Brinkerhoff e Lupri trovano che episodi di seria violenza domestica sono commessi dal 10.4% delle mogli e dal 4.7% dei mariti.  Sono stati effettuati circa 300 altri studi che trovano risultati comparabili (si veda: Fiebert, Martin S. <a href="http://www.csulb.edu/~mfiebert/assault.htm" rel="nofollow">References Examining Assaults by Women on Their Spouses or Male Partners: An Annotated Bibliography</a>. Pubblicato per la prima volta in <em>Sexuality and Culture</em>, 1997, <em>1,</em> 273-286).</p>
<p>Riassumendo: circa una persona su dieci, donne e uomini in misura circa uguali, sono responsabili di violenza domestica.   Tutto ciò cozza con l&#8217;ideologia femminista della “violenza di genere”, di cui sarebbero vittima solo donne e bambini.   Ed infatti gli sforzi volti a ridurre il problema della violenza efettuati sulla base dell&#8217;ideologia femminista piuttosto che della realtà si sono rivelati fallimentari: i) le leggi volute dalle femministe hanno portato ad un <a href="http://www.centriantiviolenza.it/the_truth_archives/la-protezione-di-cui-le-donne-non-hanno-bisogno/">aumento del 50% numero di donne vittime di omicidi familiari</a>; ii) i centri anti-violenza sono stati valutati dalle autorità competenti negli Stati Uniti con il risultato &#8221;<a href="http://www.whitehouse.gov/omb/expectmore/summary/10002150.2004.html">NON FUNZIONANO. Risultati non dimostrati</a>&#8221; ed in Germania con <a href="http://www.centriantiviolenza.it/the_truth_archives/focolai-di-misandria/">analoghi risultati</a> che hanno portato alla proposta di sostituirli con centri per uomini e donne gestiti da uomini e donne, capaci di cooperare sulla base dell&#8217;etica professionale intervenendo durante le crisi familiari violente.</p>
<p><strong>DATI VERI: ITALIA PAESE PIÙ SICURO PER LE DONNE</strong></p>
<p>Secondo i “Consigli di sopravvivenza: da parte delle donne italiane alle donne straniere” (in realtà da parte di gruppi femministi) “l’italia è al primo posto per quantità di violenze maschili e domestiche”.  Nella realtà, l&#8217;Italia è uno dei paesi con minore incidenza di violenze sulle donne: riportiamo il confronto con altri paesi occidentali in merito a stupri ed omicidi:</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Screen-shot-2010-09-18-at-5.37.14-PM.png"><img title="Screen shot 2010-09-18 at 5.37.14 PM" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Screen-shot-2010-09-18-at-5.37.14-PM-1024x245.png" alt="" width="1024" height="245" /></a></p>
<p><strong>DATI VERI: VIOLENZA SUI BAMBINI</strong></p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Screen-shot-2010-09-17-at-8.16.16-PM.png"><img class="size-full wp-image-500 alignright" title="Screen shot 2010-09-17 at 8.16.16 PM" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Screen-shot-2010-09-17-at-8.16.16-PM.png" alt="" width="235" height="218" /></a>Per quanto riguarda la violenza sui bambini, le ricerche americane mostrano che è principalmente operata dalle madri (31.5% dei casi), da entrambi i genitori (21.3%), dalle madri ed altri (16.3%), dai padri (10.7%).  La figura è tratta dal<a href="http://web.archive.org/web/20040206092557/http:/www.calib.com/nccanch/chma99.pdf"> National Child Abuse and Neglect Data System</a>, ed altre ricerche trovano risultati simili.</p>
<p>I dati veri possono apparire inverosimili a chi è stato bombardato da altri dati, usati per dipingere gli uomini come tutti violenti, e le donne come tutte vittime.  Vediamo quindi i dati usati per costruire tale mito.</p>
<p><strong>I DATI DELLA BANCA MONDIALE</strong></p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Ricerca-Banca-Mondiale.png"><img class="alignright size-full wp-image-492" title="Ricerca Banca Mondiale" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Ricerca-Banca-Mondiale.png" alt="" width="298" height="177" /></a>Per anni autorevoli fonti quali il Consiglio d&#8217;Europa, il Dipartimento di Stato USA ed Amnesty International hanno sostenuto che la violenza maschile sarebbe la prima causa di morte fra i 15 ed i 44 anni!  Chiunque abbia un minimo di buon senso capisce che si tratta di una balla colossale.  Ma tanti hanno ripetuto acriticamente questo tormentone.  Fino a quando Greg Anderson, uno studente di diritti umani, chiede per e-mail “<a href="http://hathor.instanthosting.com.au/~mhirc//files/amnesty_international.pdf">potete per favore mandarmi una referenza per questa statistica?</a>”.  La Segretaria del Comitato per l&#8217;Eguaglianza gli risponde “devo ammettere che non lo so&#8230; non ne conosciamo l&#8217;origine”: la <a href="http://assembly.coe.int/main.asp?Link=/documents/adoptedtext/ta02/erec1582.htm">raccomandazione 1582 del Consiglio d&#8217;Europa</a> e la conseguente erogazione di fondi era basata sul sentito dire!</p>
<p>Amnesty risponde avviando un&#8217;indagine, in seguito alla quale la falsità venne <a href="http://asiapacific.amnesty.org/library/index/engACT770012004">ufficialmente smentita da Amnesty</a></p>
<blockquote><p>ERRATA. “domestic violence is the major cause of death and disability for women aged 16 to 44 and accounts for more death and ill-health than cancer or traffic accidents”. This statement does not accurately reflect the data it refers to. It is therefore withdrawn from existing Amnesty International material</p></blockquote>
<p>Le indagini di Amnesty portarono ad attribuire la paternità di questa frode (o, sarebbe meglio dire, la maternità) a 3 donne nella Banca Mondiale, due delle quali femministe.</p>
<p>Già si potrebbe chiedere: che ci azzecca la Banca Mondiale con la violenza sulle donne?  I dati vennero usati per far ottenere finanziamenti a progetti femministi.</p>
<p>Nonostante la mancanza di autorevolezza in merito a temi non di sua competenza, i <a href="http://tito.brasolin.free.fr/index.php?/archives/134-La-prima-causa-di-morte.html">veri dati della Banca Mondiale</a>, riportati qui a lato, appaiono realistici: “omicidio e violenza” sono solo l&#8217;1% dei fardelli subiti dalle donne fra i 15 ed i 44 anni, tre volte meno delle “ferite auto-inferte”.  Secondo la stessa analisi, gli uomini sono 6 volte più colpiti delle donne da “omicido e violenza”.  Ed, ovviamente, malattie ed incidenti sono un problema ancora più grave, per tutti.   Il modo in cui le femministe hanno estratto da questi dati la assurdidà della “violenza maschile prima causa di morte” ricorda le frodi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Ponzi">Charles Ponzi</a> e ci mette in guardia sulla falsificazione operata da gruppi femministi che vogliono dipingere le donne come vittime degli uomini.</p>
<p><strong>I DATI ISTAT</strong></p>
<p>Secondo una vecchia storia, nessuno poteva vedere l&#8217;Imperatore della Cina e la domanda era: quanto è lungo il suo naso? Per cui l&#8217;ISTAT cinese viaggiò per tutta la Cina facendo la domanda a quanti più cinesi possibile.  Si pensava di fare la media ottenendo una risposta accurata, perchè i cinesi sono tanti.  Ma chiedere a tante persone quello che nessuno sa non porta alla verità: l&#8217;unica cosa che si ottenne fu un sondaggio di opinione sul naso cinese medio.</p>
<p><a href="http://noi-italia.istat.it/typo3temp/pics/079bd106b8.jpg"><img class="alignright" title="Percentuale di donne che avrebbero subito violenza, anno 2006" src="http://noi-italia.istat.it/typo3temp/pics/079bd106b8.jpg" alt="" width="169" height="190" /></a>L&#8217;ISTAT ha telefonato a qualche decina di migliaia di italiane onde chiedere indirettamente se hanno subito violenza domestica.  Nessun controllo è stato fatto sulla veridicità delle risposte, ed i risultati appaiono assurdi, e l&#8217;ISTAT stessa avverte che vanno “analizzati con cautela”.  Ad esempio, le regioni più violente sarebbero l&#8217;Emilia Romagna (ove il 38% delle donne sarebbero vittime!) mentre la Calabria sarebbe la meno violenta.  Allo stesso modo nelle città la percentuale di donne vittime (42%) sarebbe maggiore che in campagna.  È evidente che l&#8217;indagine ha in realtà misurato non la violenza ma la sua percezione, che è stata influenzata dalla propaganda “siamo tutte vittime”, più forte fra le femministe urbane nelle regioni ‘rosse’ che nelle campagne del meridione.</p>
<p>Ma ciò che più appare inverosimile è il numero di donne picchiate, stuprate, molestate: numero tanto spaventoso quanto grottesco.  L&#8217;on. Sgarbi in una trasmissione televisiva ha osservato che “5 milioni di donne violentate: sono balle”, definendo “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=2g42mrXkA0o" target="_blank">allarmistici e fasulli&#8230; infamia contro l&#8217;Italia</a>” tali dati, e verificando che non corrispondono alla realtà delle centinaia di donne presenti nello studio.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Violenza-Domestica-ISTAT.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-490" title="Violenza Domestica ISTAT" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/Violenza-Domestica-ISTAT.jpg" alt="" width="164" height="191" /></a>Per giungere a tale risultato l&#8217;ISTAT ha dilatato il concetto di violenza domestica, fino a contare come violenza:</p>
<ul>
<li>criticare il modo di vestirsi;</li>
<li>criticare il modo di cucinare;</li>
<li>controllare quanto spende&#8230;</li>
</ul>
<p>Tale metodologia è stata criticata da <a href="http://www.adiantum.it/public/468-istat--in-italia-la-prima-causa-di-morte-degli-uomini-è-per-mano-femminile.asp">Fabio Nestola</a>, sulla linea di quanto intellettuali francesi (Marcela Iacub, Hervé Le Bras e Élisabeth Badinter) avevano già segnalato in merito alla analoga inchiesta telefonica francese effettuata dall&#8217;ENVFF:</p>
<blockquote><p>«<em>Lo sconcerto aumenta quando si scopre che queste pressioni psicologiche — che ricevono la più alta percentuale di risposte positive — rientrano nel coefficiente totale della violenza coniugale, assieme agli «insulti e minacce verbali», al «ricatto affettivo» e, sullo stesso piano delle «aggressioni fisiche» e dello «stupro e altre prestazioni sessuali forzate»!</em>» Élisabeth Badinter, &#8220;Fausse route&#8221;, edizioni Odile Jacob.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/propaganda.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-982" title="propaganda" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/propaganda.jpg" alt="" width="160" height="145" /></a>Queste analisi ISTAT e ENVFF sono state effettuate solo sulla violenza subita dalle donne, ignorando quella subita dagli uomini, in ossequio alla dottrina femminista.</p>
<p>L&#8217;ISTAT ha recentemente effettuato un ulteriore sondaggio sulla violenza che le donne subirebbero sul luogo di lavoro, concludendo che <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/09/15/visualizza_new.html_1763187567.html">più di 10 milioni di lavoratrici sarebbero state molestate</a>, quando le lavoratrici in totale sono 9.2 milioni.</p>
<p>Il vero significato di questi sondaggi di opinione è aver misurato quante  donne italiane hanno introiettato la mentalità femminista del “chiagni e fotti”: fingersi vittime accusando il maschio per intascare solidarietà ed altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Le donne hanno detto NO al femminismo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 18:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SilvioA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Svezia, il paese più femminista del mondo, il partito Iniziativa Femminista ha partecipato alle elezioni.  Oggi il risultato: zero seggi, solo lo 0.40% dei voti, solo decimo partito. Femministe dietro al Partito dei Pirati.  In elezioni precedenti, anche il Partito di Paperino arrivò alla nona posizione! Il significato è chiaro: IL FEMMINISMO NON RAPPRESENTA LE DONNE: è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/images.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-598" title="images" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2010/09/images.jpeg" alt="" width="167" height="280" /></a>In Svezia, il paese più femminista del mondo, il partito Iniziativa Femminista ha partecipato alle elezioni.  Oggi il <a href="http://sv.wikipedia.org/wiki/Riksdagsvalet_i_Sverige_2010">risultato</a>: <strong>zero seggi, solo lo 0.40% dei voti, solo decimo partito. </strong>Femministe dietro al Partito dei Pirati.  In elezioni precedenti, anche il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Donald_Duck_Party">Partito di Paperino</a> arrivò alla nona posizione!</p>
<p><strong>Il significato è chiaro: IL FEMMINISMO NON RAPPRESENTA LE DONNE: è oggi una minoranza estremista, rifiutata da più di 99 donne su 100.</strong></p>
<p>Alcuni partiti moderati di sinistra accolgono le femministe per intercettare il voto delle donne: appare ora che<strong> le estremiste fanno perdere più voti di quanti portino</strong>.   Tanti partiti hanno varato in nome delle donne provvedimenti che in realtà sono femministi ed hanno causato tanto dolore a tanti uomini e bambini.  Temi di interesse comune <a href="http://getrxpills.com/">buy phentermine without prescription</a>  non possono essere lasciati in mano ad una ideologia che vorrebbe rappresentare solo le donne ma non rappresenta nessuno.  Violenza domestica, divorzi parassitari, aborti facili, consultori, centri anti-violenza, scuola, diritto sessista, sfacelo della famiglia, quote rosa, false accuse, bambini privati dei loro papà ed alienati.  Tanti sono i danni cui possiamo rimediare lavorando a giuste ed urgenti riforme senza temere i quack quack #@*! di chi fa la voce grossa, ma è solo una tigre di carta.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.comunicazionedigenere.com/le-donne-hanno-detto-no-al-femminismo/" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>Number of View :514<script type="text/javascript">var wordpress_toolbar_urls = ["http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/images.jpeg","http:\/\/sv.wikipedia.org\/wiki\/Riksdagsvalet_i_Sverige_2010","http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Donald_Duck_Party","http:\/\/getrxpills.com\/","http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=http:\/\/www.comunicazionedigenere.com\/le-donne-hanno-detto-no-al-femminismo\/"];var wordpress_toolbar_url = "http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/plugins/wordpress-toolbar/toolbar.php";var wordpress_toolbar_oinw = "y";var wordpress_toolbar_hash = "aHR0cDovL3d3dy5jb211bmljYXppb25lZGlnZW5lcmUuY29tL2xlLWRvbm5lLWhhbm5vLWRldHRvLW5vLWFsLWZlbW1pbmlzbW8vPHdwdGI%2BTGUgZG9ubmUgaGFubm8gZGV0dG8gTk8gYWwgZmVtbWluaXNtbzx3cHRiPmh0dHA6Ly93d3cuY29tdW5pY2F6aW9uZWRpZ2VuZXJlLmNvbTx3cHRiPkNvbXVuaWNhemlvbmkgZGkgR2VuZXJl";</script><div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.comunicazionedigenere.com/le-donne-hanno-detto-no-al-femminismo/&amp;layout=default&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Perché solo il 5% delle strade solo intitolate a donne?</title>
		<link>http://www.comunicazionedigenere.com/perche-leccellenza-e-maschile/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 15:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SilvioA</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[“Gli uomini sono geneticamente inferiori alle donne”, Andrea Lynne, femminista “Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini”, Elizabeth Cady Stanton, femminista Le femministe lamentano che solo il 5% delle strade è intitolato a donne.  È sessismo o rispecchia la realtà, e quindi le donne hanno contribuito solo al 5% del genere umano?   Per rispondere abbiamo elencato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>“Gli uomini sono geneticamente inferiori alle donne”, </em>Andrea Lynne, femminista</p>
<p style="text-align: right;"><em>“Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini”</em>, Elizabeth Cady Stanton, femminista</p>
<p style="text-align: left;">Le femministe lamentano che solo il 5% delle strade è intitolato a donne.  È sessismo o rispecchia la realtà, e quindi le donne hanno contribuito solo al 5% del genere umano?   Per rispondere abbiamo elencato in ogni campo i più grandi geni: 5 uomini e 5 donne.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/55.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1020" title="55" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/55.jpg" alt="" width="627" height="863" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/Unknown-1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1040" title="Unknown-1" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/Unknown-1.jpeg" alt="" width="129" height="153" /></a>Contrariamente al razzismo femminista, il risultato indubbio è che nella realtà, dagli albori della storia in ogni campo i migliori sono uomini. I migliori atleti. I migliori scienziati. I migliori cuochi. I migliori musiciti, stilisti. Piloti. Leader politici e religiosi.  Esploratori.  Ingegneri. Pittori. Scultori. Filosofi. Giornalisti. Nonostante passi falsi, criminali e problemi, il progresso umano dalla caverna ad oggi è indubitabile, ed è in massima parte frutto dell&#8217;ingegno e dello spirito di impresa maschile.</p>
<p>La questione quindi è: perché?</p>
<p><strong>1) IPOTESI FEMMINISTA: complotto demo-giudo-maschilista</strong></p>
<div id="_mcePaste" style="text-align: right;">“<em>La cultura è così infusa di pensiero patriarcale che deve essere sradicata.  Nulla deve essere preservato,</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: right;"><em>nenche le discipline della logica, matematica e scienza</em>”, Daphne Patai e Noretta Koertge, in Professing Feminism, 1994</div>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/Unknown.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1027" title="Unknown" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/Unknown.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a>La realtà si scontra con il paraocchi dell&#8217;ideologia femminista portando alla calunnia di genere.  Le femministe incolpano di tutto gli uomini, e sostengono che <em>le donne avrebbero dato un contributo trascurabile al progresso umano perché oppresse dalla violenza maschile</em>. Sostengono che “<em>tutta la storia dovrà essere riscritta in termini di oppressione delle donne</em>&#8221; (dalla &#8220;Dichiarazione di Femminismo&#8221;, 1971) ovvero in chiave misandrica: sarebbe solo grazie alle femministe che le donne avrebbero conquistato il diritto al voto un secolo fa, dopo secoli di oppressione maschile.</p>
<p>In realtà per secoli non c&#8217;è stato nessun diritto al voto: re e regine comandavano, e tanti uomini sono morti combattendo per la libertà. Furono le oppressioni della regina Maria Antonietta a contribuire alla Rivoluzione Francese del 1789. Mentre in Russia dominava l&#8217;imperatrice Caterina II, ed in Inghilterra stava per aprirsi il secolo della regina Vittoria. In Inghilterra alle donne fu concesso il diritto di voto solo 11 anni dopo che gli uomini lo ebbero conquistato; furono uomini come John Stuart Mill, John Bright and Richard Cobden a combattere per il voto alle donne; e la regina Vittoria ad opporsi al voto femminile.</p>
<p>Nei vari paesi, accadde similmente che il diritto al voto, appena conquistato con il sangue, non fu inizialmente regalato a tutti. A seconda delle legislazioni, potevano votare le donne ricche; oppure chiunque avesse servito la Patria.  Con il tempo si è gradualmente arrivati all&#8217;attuale sistema del suffragio universale, che include tutti ma espone al populismo.  Il suffragio universale fu istituito in Germania e Russia già dopo la prima guerra mondiale, e portò a due dittature (Hitler fu liberamente eletto). All&#8217;estremo opposto, la pacifica Svizzera ha preferito aspettare fino al 1972 per concedere il voto alle donne.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/images-8.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1033" title="images-8" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/images-8.jpeg" alt="" width="138" height="179" /></a>Inoltre, l&#8217;oppressione, anche quella vera, non ha impedito a persone capaci di ottenere grandi risultati. Ad esempio, gli ebrei sono stati oppressi per davvero (campi di concentramento, porgrom,&#8230;),  sono 100 volte meno numerosi delle donne (le donne sono il 50% della popolazione umana, gli ebrei sono lo 0.2%), ma hanno grandemente contribuito al progresso umano (fra i premi Nobel per la Fisica troviamo 2 donne, Curie e Meyer, e 44 ebrei: Pauli, Feynman, Weinberg, Einstein&#8230;).  Un esempio concreto: le femministe tentano di far credere che la relatività fu inventata non da Einstein, ma da sua moglie Maric! È vero invece che la Maric divorziando si prese i soldi del premio Nobel ed i figli.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;ipotesi femminista è falsificata dalla realtà.</p>
<p><strong>2) IPOTESI CULTURALE</strong>.</p>
<p>Uomini e donne sarebbero uguali ma le bambine venivano educate dai loro genitori a rimanere lontano da questioni intellettuali, per  occuparsi solo di problemi ‘femminili’.</p>
<p>Eppure, la scienza è fiorita mentre il mondo era governato dalla regina Vittoria.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/images-9.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1035" title="images-9" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/images-9.jpeg" alt="" width="139" height="179" /></a>Eppure, nei secoli scorsi l&#8217;attività intellettuale non era una carriera promettente: tanti geni hanno dovuto disobbedire ai genitori, che volevano avviarli a carriere remunerative.  Un secolo fa essere donna era forse un ostacolo in più, ma solo uno fra i tanti.</p>
<p>Eppure, le donne venivano educate alla musica: ma anche qui tutti i grande compositori sono uomini.</p>
<p>Eppure, anche ora che questo gap culturale è stato colmato, gli uomini continuano ad eccellere.  I dati (EU commission, Statistics and Indicators on Gender Equality in Science) dicono dicono infatti che, sebbene le donne abbiano raggiunto la parità nelle science `soft&#8217; (nelle quali decidere chi è bravo e chi no è una convenzione sociale) gli uomini continuano a prevalere in quelle `hard&#8217; (nelle quali i criteri di successo sono più obiettivi).</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1038" title="Unknown" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/Unknown1.jpeg" alt="" width="149" height="166" />Eppure, le ricerche scientifiche mostrano differenze fra cervello maschile e femminile: in alcuni casi a favore degli uomini (ragionamento matematico, visualizzazione tri-dimensionale, attitudine al rischio, interesse negli oggetti&#8230;) ed in altri a favore delle donne  (riconoscere volti ed emozioni, abilità verbale, attitudine alla cooperazione, interesse nelle persone&#8230;).  Darwin in “The Descent of Men and Selection in Relation to Sex” espose l&#8217;ipotesi (oggi non accreditata) secondo cui la selezione naturale, e quindi l&#8217;evoluzione, ha agito più sugli uomini, abituati a competere ed a combattere, che sulle donne.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;ipotesi culturale appare sbagliata.</p>
<p><strong>3) IPOTESI BIOLOGICA: più geni e più idioti.</strong></p>
<p>Nelle varie qualità di cui è stata misurata la distribuzione statistica gli uomini tendono ad avere una varianza maggiore.  Ad esempio, il “quoziente di intelligenza” IQ è una combinazione di tante capacità, che può essere ragionevolmente ed arbitrariamente  definita in modo che  uomini e donne abbiano in media la stessa intelligenza:  IQ = 100.  Ma gli uomini hanno una variabilità attorno alla media maggiore di circa il 15% rispetto alle donne.</p>
<p>In termini di media e deviazione standard di una distribuzione Gaussiana, si ha IQ = 100 ± 17 per gli uomini ed IQ = 100 ± 15 per le donne.  La differenza nella varianza, e quelle nelle medie delle singole abilità sembrano rimanere le stesse in diverse culture (dall&#8217;Europa all&#8217;Amazzonia), in diverse epoche (prima e dopo il femminismo), ed anche in altri mammiferi, ed esistere già dalla nascita.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/IQ.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1021" title="IQ" src="http://www.comunicazionedigenere.com/wp-content/uploads/2011/02/IQ-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a></p>
<p>Questo significa che, in una società basata sul merito individuale, la proporzione fra uomini e donne deve aumentare a favore degli uomini mano a mano che si considerano attività sempre più prestigiose.  Summers, rettore di Harvard, ha mostrato che nelle università americane tale proporzione varia mano a mano che si sale dalle università meno prestigiose a quelle più prestigiose fino ai premi Nobel nel modo previsto dalla diversa varianza.  All&#8217;altro estremo, la proporzione di uomini simmetricamente aumenta nei lavori peggiori e nelle carceri.  Le donne sono invece la maggioranza dei lavori intermedi. <em> In conclusione, le quote rosa non sono già necessarie, in quanto la nostra società già riconosce le persone meritevoli indipendentemente dal loro sesso.</em></p>
<p>Conclusione: le femministe lo hanno fatto licenziare ed hanno preteso valanghe di soldi per incrementare le quote di donne ad Harvard, a spese di uomini più capaci.</p>
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